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Covid, i No Vax nella Chiesa

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Il Papa, a più riprese, ha dichiarato: «Vaccinarsi è un atto di amore». Ma non tutti i cattolici la pensano così.

Dal prete che vede nei vaccini ai volantini affissi in parrocchia volti a minimizzare gli effetti del . Il caso del monastero di Montegalda, nel vicentino, dove una suora no vax è stata denunciata alla Curia dal fratello medico in pensione, porta a galla altri casi nel Paese di religiosi no vax o comunque scettici sulla narrazione ufficiale che ruota attorno ai vaccini.

C’è da dire, ad onore del vero, che i casi di sacerdoti no vax non sono poi così tanti: la Chiesa da subito è scesa in campo per invitare i fedeli a vaccinarsi. Il Papa, a più riprese, ha fatto appelli in questa direzione. «Vaccinarsi – ha scritto di recente – con vaccini autorizzati dalle autorità competenti è un atto di amore. E contribuire a far sì che la maggior parte della gente si vaccini è un atto di amore. Amore per se stessi, amore per familiari e amici, amore per tutti i popoli». Comunque, dalla prima ondata di pandemia ad oggi, qualche caso di sacerdote no vax che ha costretto il vescovo della diocesi a scendere in campo si è verificato: su tutti, l’esternazione di don Pietro Cutuli, sacerdote della diocesi di Mileto-Nicoletta-Tropea, che dietro i vaccini ha visto «la promozione di Satana».

Tra i preti ipercritici sul vaccino anti Covid c’è anche un cardinale, l’ultraconservatore Raymond Burke che ad agosto è stato ricoverato in Wisconsin per il Covid ed è rimasto per giorni attaccato ad un respiratore. Il porporato, tempo prima, si era scagliato contro la possibilità di rendere obbligatori i vaccini contro il Covid, affermando che ciò avrebbe «violato l’integrità dei cittadini».

Fonte: lastampa.it

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