Don Dolindo Ruotolo, il padre pio di Napoli

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Servo di Dio di cui è in corso la causa di canonizzazione, il sacerdote (morto il 19 novembre di 50 anni fa) ha coltivato una profonda e genuina spiritualità. La sua figura è legata a quella del santo di Pietrelcina con il quale condivise fenomeni come bilocazioni, gli scontri notturni con il demonio, obbedienza alla Chiesa. Nel 1965 predisse l’ elezione di Giovanni Paolo II. Esce per Ares la prima biografia completa firmata da Luciano Regolo, condirettore di Famiglia Cristiana, che ha raccolto i ricordi della nipote ultranovantenne del prete, Grazia Ruotolo.

Il 19 novembre cadono i 50 anni dalla morte di don Dolindo Ruotolo (1882-1970), sacerdote partenopeo di cui è aperta la causa di beatificazione. Padre Pio lo chiamava «il santo apostolo di Napoli» e ai pellegrini della sua città che gli si presentavano a Pietrelcina era solito dire: «Che ci venite a fare qui da me, voi che tenete don Dolindo a casa vostra?». Anche don Dolindo, del resto, era dotato di carismi fuori dal comune: dialogava con il Cielo, leggeva nei cuori della gente, per la sua intercessione gli ammalati guarivano, era soggetto a fenomeni di bilocazione… Studioso colto e sapiente scrisse un Commento ispirato dei testi biblici. 

Di quest’ uomo di Dio straordinario esce ora per le Edizioni Ares di Milano (pagine 288, 16 euro) e, in lingua polacca, per le Edizioni Esprit di Cracovia la prima biografia completa. È scritta dalla nipote Grazia Ruotolo insieme con il giornalista Luciano Regolo. S’intitola «Gesù, pensaci tu» Contiene un prezioso inserto fotografico e la testimonianza eccezionale di monsignor Vittorio Formenti della Basilica papale di Santa Maria Maggiore, il quale in Prefazione racconta un miracolo appena capitato nella sua famiglia grazie a don Ruotolo. 

Sacerdote, esorcista, ora servo di Dio di cui è in corso la causa di canonizzazione, don Dolindo fin da giovane ha intessuto dialoghi con il Cielo, in particolare con il Signore Gesù, la Madonna ma anche l’ angelo custode e santa Gemma Galgani. La sua figura è legata a quella di Padre Pio, con cui era in contatto spirituale e con il quale condivise la salute sempre provata, fenomeni mistici come le bilocazioni, gli scontri notturni con il demonio e l’ obbedienza serena all’ autorità della Chiesa nei tempi del più freddo discernimento. Nel 1965 predisse, con 13 anni di anticipo, l’ elezione di Giovanni Paolo II.

Questi doni soprannaturali erano il frutto dell’ adorazione, della preghiera contemplativa, delle mortificazioni mediante le quali il mistico si preparava all’ incontro con i fedeli che lo assediavano per ascoltare le sue prediche, confessarsi, chiedere intercessioni e consigli. Teologo e apologeta, scrisse molte opere fra cui spiccano un Commento alla Sacra Scrittura in 33 volumi, ma anche le migliaia di semplici messaggi, aforismi e le devozioni cristiane che gli venivano dettate nelle locuzioni interiori e che trascriveva sulle immaginette che donava a tutti come sostegno nella fede. Il suo primo insegnamento è stato di vivere guardando sempre a Gesù, nella certezza che in ogni circostanza, anche la più difficile e dolorosa, se ci affidiamo a Lui, la nostra vita volgerà al bene. 

Fonte : Famiglia Cristiana

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