San Vincenzo Maria Strambi

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Da Giuseppe Strambi e da Eleonora Gori nacque, il 1 gennaio 1745, Vincenzo nella cittadina di Civitavecchia. Il giorno appresso l’acqua del Santo Battesimo lo fece rinascere a nuova vita. Il bimbo crebbe in un’atmosfera di pace e serenità, vispo e allegro, pieno di salute. Era assai birichino e perciò ricevette parecchi rimproveri.

Ma in lui si operò a poco a poco un mutamento radicale. Un giorno si presentò al padre e gli sussurrò con timidezza, ma con una gran luce negli occhi: « Voglio farmi prete ». Il padre accondiscese ben volentieri e gli diede la sua benedizione. Iniziò gli studi sacerdotali praticando nello stesso tempo tutte le virtù proprie di questo stato.

Il padre, in fatto di religione, non era molto fervoroso; pur non avendo negato al figlio il consenso perché la coscienza glielo impediva, nel suo intimo tuttavia sperava che il figlio abbandonasse gli studi e rientrasse in . Ma quando vide che Vincenzo si avviava decisamente al sacerdozio, gli inviò una lettera in cui, tra l’altro, gli diceva che una fanciulla lo amava e lo attendeva. Come tutta risposta, Vincenzo afferrò un’immagine della Madonna e vi scrisse sotto le parole: « Questa è la mia sposa! ».

Il 19 dicembre 1767 viene coronato il desiderio del suo cuore: è consacrato sacerdote. Si sente un altro: « che vive ed opera in me! ». Ed agirà in conseguenza. Prova simpatia per la nascente Congregazione dei Passionisti e ne indossa la nera uniforme. Il padre però continuava a volere il figlio per sé. Infatti lo reclamò a S. Paolo della Croce, ma questi rispose: « A procedere con giusto giudizio, dovrebbe sommamente rallegrarsi nel vedere che il Signore sceglie suo figlio per farne un grande santo ». Vincenzo fece si che la si avverasse. Infatti la sua vita di religioso passionista, di missionario nelle contrade d’Italia, di superiore, di Vescovo di Macerata, di consigliere e direttore di coscienza, ne furono la conferma.

Predica con successo a folle immense. In ogni predica fa entrare la Madonna. La dolcissima Regina aveva rapito il suo cuore, era diventata, dopo Gesù, l’unica sua speranza. Ad Ancona un fascio di raggi splendenti si stacca dall’immagine di Maria e lo investe visibilmente. Celebrando all’altare di quell’immagine, ve
de muovere gli occhi della Madonna. La venerabile Maurizi rispondeva ad una sua amica la quale vedeva di mal occhio che ella si confessasse frequentemente da Vincenzo Strambi: « Vieni e vedrai ». Un giorno la accompagnò e dopo la confessione dovette affermare: « Sotto un tale confessore bisogna farsi santi per forza! ». Vescovo di Macerata intensificò ancor più con la predicazione e con la penna il suo apostolato; amò le anime a lui affidate e si prodigò in ogni modo per alleviare le sofferenze e le miserie dei poveri. Fu un campione invitto di fortezza nel difendere i diritti della Chiesa al tempo dei soprusi di Napoleone, e per essa sopportò le pene dell’esilio e le più gravi vessazioni. Fu modello singolarissimo di amore e attaccamento al Vicario di Cristo, per la cui incolumità immolò la sua vita. Passò da questa all’altra vita il 1 gennaio 1824.

PRATICA.
– I dolori di Gesù e di Maria si imprimano nel nostro cuore, vi rimangano profondamente scolpiti, ci ispirino ripugnanza al peccato e siano indelebile sigillo di amore.

PREGHIERA.
– O , che ti sei degnato di rendere mirabile S. Vincenzo nel predicare la passione del tuo Unigenito e nel superare tutte le avversità, concedici per la sua intercessione che, muniti contro le subdole insidie dei nemici, godiamo pienamente del frutto del divino Sangue.

MARTIROLOGIO ROMANO.
 A Roma, san Vincenzo Maria Strambi, vescovo di Macerata e di Tolentino, della Congregazione della Passione, che governò santamente le diocesi a lui affidate e a motivo della sua fedeltà verso il Romano Pontefice patì l’esilio.

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