Santa Suor Faustina

I MIEI RICORDI DELLA DEFUNTA SUOR FAUSTINA

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don Sopocko confessore e direttore spirituale di suor Faustina
(Frammento ricordi)

“Conobbi suor Faustina in estate (nel luglio o nell'agosto del 1933), come una delle penitenti della Congregazione delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia a Vilnius (via Senatorska 25). In quel periodo ero confessore ordinario di questa Congregazione. Attirò la mia attenzione con una sensibilità straordinaria della coscienza, e con la sua stretta unione con .
(…) Conoscendo meglio suor Faustina, constatai che i doni dello Spirito operavano in lei in modo nascosto, ma in alcuni momenti, assai frequenti, si manifestavano più chiaramente, conferendole un'intuizione viva che coinvolgeva la sua anima, risvegliava slanci di amore, nobili ed eroici atti di rinnegamento di se stessa. In particolare di frequente si manifestava l'opera del dono della scienza, della sapienza e dell'intelletto grazie alle quali suor Faustina vedeva chiaramente la nullità delle cose terrene e l'importanza della sofferenza e delle mortificazioni.Comprendeva con semplicità gli attributi di Dio, e particolarmente la Sua Misericordia infinita.

Alle volte aveva una visione beatificante vedendo una luce inaccessibile. Fissava lo sguardo in questa luce per un po'di tempo, vedendo apparire la figura di Cristo che camminava, benedicendo il mondo con la mano destra, e con la mano sinistra aprendo la veste vicino al Cuore. Da sotto la veste uscivano due raggi – bianco e rosso. Suor Faustina aveva tali visioni, e altre ancora, già da alcuni anni e sentiva parole soprannaturali che percepiva con il senso dell'udito, con l'immaginazione e con la mente.

Temendo che suor Faustina potesse avere delle illusioni, delle allucinazioni o delle idee fisse, mi rivolsi alla Superiora, Madre Irene, per essere informato su chi fosse suor Faustina, che opinione avevano di lei le altre Suore della Congregazione e le Superiori. Chiesi anche di controllare il suo stato di salute dal punto di vista psicologico e fisico. Dopo aver ricevuto delle risposte positive sotto ogni aspetto, aspettai ancora un po'di tempo, in parte non credevo fino in fondo, riflettevo, pregavo e cercavo, chiedevo consigli ad alcuni sacerdoti più esperti per sapere come comportarmi, senza dire di che cosa né di chi si trattasse. E si trattava di realizzare alcune presunte, ferme richieste del Signore : dipingere un'immagine che suor Faustina vedeva e istituire la festa della Divina Misericordia la prima domenica dopo Pasqua.
Alla fine, motivato più dalla curiosità di come sarebbe stata questa immagine piuttosto che dal fatto di credere nella verità delle visioni di suor Faustina, decisi di far dipingere questo quadro. Mi misi d'accordo con Eugeniusz Kazimirowski*, un artista pittore che abitava con me nella stessa casa. L'artista doveva dipingere il quadro in cambio di una somma pattuita.
(…) Il lavoro durò per alcuni mesi e finalmente, a giugno o a luglio del 1934, l'immagine fu dipinta. Suor Faustina si lamentò che l'immagine non era così bella come quella che lei vedeva, ma Gesù la calmò dicendo che andava bene così com'era, e aggiunse: “Porgo agli uomini il recipiente, col quale deb-bono venire ad attingere le grazie alla sorgente della Misericordia. Il recipiente è quest'immagine con la scritta: Gesù confido in Te”.

(…) Gli effetti delle apparizioni di suor Faustina, sia per la sua anima, sia per le anime di altre persone, sorpassarono ogni aspettativa. Se all'inizio suor Faustina fu un po'perplessa, temeva la possibilità di eseguire gli ordini e cercava di evitarlo, gradualmente si calmò e la sua anima giunse a uno stato di certezza assoluta e di profonda gioia interiore. Diventò sempre più umile e ubbidiente, sempre più unita a Dio e sempre più paziente, accettando la Sua volontà in tutto e senza riserve.

(…) Mi preannunciò assai precisamente le difficoltà e persino le persecuzioni che avrei subito diffondendo il culto della Divina Misericordia e cercando di ottenere l'istituzione dell'omonima festa la domenica in Albis. (Era più facile sopportare tutto questo sapendo che questa era la volontà di Dio, sin dall'inizio). Il 26 settembre mi preannunciò anche il giorno della sua morte. Disse che sarebbe morta tra dieci giorni. E morì il 5 di ottobre. Per mancanza di tempo non potei venire al suo funerale”.

Bialystok 27.I.1948

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